Gianfranco Boiani: Conversazione filosofica su "Le parole e il silenzio nella narrazione cinematografica"
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La parola e il silenzio nella narrazione cinematografica: L'altra giovinezza, opera filosofica di Mircea Eliade e Francis Ford Coppola
Conversazione filosofica con Gianfranco Boiani
Mercoledì 25 febbraio alle ore 17.00 presso la Sala del Consiglio Comunale di Pesaro si terrà una conversazione filosofica organizzata dal Centro Studi Filosofici dell'UNILIT (Università Libera Itinerante collegata all'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo) con il patrocinio della Società Filosofica Italiana - Sezione di Urbino tenuta dal professor Gianfranco Boiani sul tema "La parola e il silenzio nella narrazione cinematografica: L'altra giovinezza, opera filosofica di Mircea Eliade e Francis Ford Coppola".
Introduzione della prof.ssa Maria Rosa Tomasello, Presidente Unilit
Abstract:
Il tema del ruolo della parola nella narrazione cinematografica verrà approfondito attraverso un case study di particolare interesse per le implicazioni filosofiche e psicoanalitiche, il rapporto tra un testo letterario, il racconto di Mircea Eliade, storico delle religioni, scrittore e filosofo, intitolato L'altra giovinezza, e il film omonimo di Francis Ford Coppola, analizzato sia nello shooting script, la sceneggiatura originale dello stesso Coppola, sia nelle variazioni apportate dal regista nel montaggio finale.
Un'altra giovinezza rappresenta una riflessione filosofica in forma narrativa sul tempo, sul linguaggio e sulla conoscenza. Il titolo originale del racconto è Tinerețe fără tinerețe, la traduzione letterale è "Giovinezza senza giovinezza". Il libro venne pubblicato per la prima volta nel 1981 in Francia per le edizioni Gallimard con il titolo Le temps d'un centenaire. Francis Ford Coppola rimase profondamente colpito dalla lettura del libro, edito negli Stati Uniti con il titolo Youth without youth e decise di farne un film che produsse lui stesso e che uscì sugli schermi nel 2007.
Il film di Coppola è un capolavoro in gran parte non compreso dalla critica a causa dei diversi riferimenti filosofici, innanzitutto alla filosofia indiana di scuola Madhyamaka, e in particolare al pensiero di Nāgārjuna e di Chandrakirti. Nell'opera Le stanze della via di mezzo Nāgārjuna, attraverso una logica basata sul tetralemma, elaborò il concetto di vacuità (śunyātā) secondo il quale nulla esiste in sé e per sé e tutto rimanda ad altro, proprio perché nulla è in sé fondato, ma ogni cosa è data solo nelle sue interconnessioni, sviluppando una critica radicale ad ogni filosofia deterministica e sostanzialistica. Recentemente il fisico Carlo Rovelli ha messo in luce le analogie del pensiero di Nāgārjuna con i principi della fisica quantistica.
L'opera di Coppola aderisce integralmente al significato più profondo del testo di Mircea Eliade sul piano filosofico, religioso ed esoterico. Il protagonista del racconto, Dominic Matei, è un professore rumeno studioso di lingue antiche che, mentre si reca a Bucharest per porre in atto il suo proposito suicida, viene colpito da un fulmine che miracolosamente gli dona una nuova giovinezza e sviluppa in lui straordinarie facoltà mentali tanto da consentirgli la comprensione di linguaggi arcaici. Questa nuova opportunità esistenziale porta Dominic ad intraprendere un percorso iniziatico rivolto alla presa di coscienza di Sé, quello che in termini psicoanalitici possiamo definire un "processo di individuazione". Dominic incontrerà Veronica, reincarnazione della sua donna amata, Laura, con la quale non era riuscito ad instaurare una vera relazione. Il nuovo incontro lo porterà ad una nuova consapevolezza sul valore dell'esistenza e dell'amore e, attraverso la comprensione dell'idea di impermanenza (Anicca in lingua Pali), all'accettazione del ciclo naturale della vita.
Le vicende che accadono al protagonista possono essere interpretate alla luce della teoria junghiana della Sincronicità intesa come principio di relazioni significative fra eventi fisici e psichici di natura "acausale", ovvero privi di un rapporto di causa - effetto. Questa teoria fu elaborata da Carl Gustav Jung in una delle sue ultime opere intitolata Synchronizität als ein Prinzip akausaler Zusammenhänge (Sincronicità come principio di connessioni acausali), scritta in collaborazione con il fisico Wolfgang Pauli. L'idea che esistano relazioni significative fra eventi fisici e psichici senza che tra questi vi sia alcuna relazione di causa - effetto presenta suggestive analogie con quello che è forse il principio più enigmatico della fisica quantistica, l'entanglement, secondo il quale oggetti come, ad esempio, particelle o fotoni che si sono in precedenza incontrati nel passato, conservano uno strano legame, restano entangled, allacciati "come potessero continuare a parlarsi" - afferma Carlo Rovelli – e si comportano in maniera analoga.
Gianfranco Boiani è regista e autore di documentari e docu-fiction di argomento storico, artistico e archeologico presentati nei maggiori festival specialistici. È stato professore a contratto presso l'Università di Macerata e l'Università di Urbino "Carlo Bo". Tra le sue pubblicazioni i volumi La lancia di Minerva. Cinema e filosofia (Affinità Elettive, Ancona 2022) e Biografie della Memoria. Narrazioni audiovisive della Resistenza sull'Appennino marchigiano (Affinità Elettive, Ancona 2020) e diversi saggi sul rapporto tra cinema e filosofia.