Nuovo libro della socia Maria Rosa Tomasello: "La palestra del pensiero. Riflessioni ed esperienze con Philosophy for Children"

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Società Filosofica Italiana

Maria Rosa Tomasello: La palestra del pensiero. Riflessioni ed esperienze con Philosophy for Children
Pubblicato nella collana: "Dalla parte dell'uomo. Percorsi di filosofia e scienze umane"
Affinità elettive, Ancona, 2022


Indice

Prefazione

di Paola D'Ignazi

Introduzione
 
Parte prima
Parole e concetti-chiave della Philosophy for children
 
1. Spazio e Tempo
  1. Introduzione alla Philosophy for children
  2. Lo spazio e il cerchio
  3. Lo spazio come luogo di condivisione
  4. Il tempo dell'incontro
 
 
2. Pensiero, Narrazione, Dialogo
     2.1.  Educare al pensiero
  1.  La narrazione come sequenza organizzata di fatti
2.3. La domanda avvia il dialogo
     2.4. Il ruolo del facilitatore
 
 
3. Pensiero, Creatività, Caring
3.1. Il ruolo della scuola nell'educare al pensiero
3.2. Pensiero critico e filosofia applicata nella pratica della Philosophy for children
3.3. Il pensiero caring e la dimensione emotiva
3.4. Il ruolo delle emozioni
3.5. La classe come comunità di ricerca
3.6. La motivazione
3.7. Il Quaderno di Philosophy for children, strumento per la riflessione personale
 
Parte seconda
 
I bambini si interrogano: gli incontri con gli alunni della scuola primaria
 
4. Il laboratorio Philosophy For Children
 
 
4.1. Laboratorio con la classe prima
        4.1.1. Il bambino e la bambola
        4.1.2. Da dove veniamo?
        4.1.3. Il dilemma della madre
        4.1.4. La diversità è una buona ragione per scatenare la cattiveria?
       4.1.5. Quale differenza fra la persona e l'animale
4.1.6. È possibile cambiare idea?
 
4.2. Laboratorio con la classe seconda
 4.2.1. Cos è l'amicizia?
 4.2.2. Cos è l'orgoglio?
 4.2.3. Racconto e Storia
4.2.4. Perché prima di andare a letto vogliamo la storia?
4.2.5. Fantasia è?
4.2.6. Credere è?
4.2.7. Che cosa è la realtà?
4.2.8. Che cosa è il sapere?
 
4.3. Laboratorio con la classe terza
4.3.1. Che cos'è l'intelligenza?
4.3.2. Che cos'è la proprietà delle cose?
4.3.3. Perché Stefano non aveva la sua bambola?
4.3.4. Cos'è la Verità?
4.3.5. Perché non vogliamo che gli altri giochino con i nostri giochi?
4.3.6. Che cosa ci fa persona?
4.3.7. Perché facciamo quello che vogliamo fare?
 
 4.4. Laboratorio con la classe quarta
4.4.1. Il tempo
4.4.2. Cosa vuol dire concreto?
4.4.3. Chi e cosa sono i Parenti?
4.4.4. Cosa vuol credere
4.4.5. E' possibile per una persona fare tutto?
 
4.5. Laboratorio con la classe quinta
4.5.1. Che cosa è il dubbio?
4.5.2. Che cos'è il giudizio?
4.5.3. Segreto e mistero
4.5.4. Come ci si sente a crescere?
4.5.5. Che cos'è la famiglia?
4.5.6. Cosa vuol dire argomentare?
4.5.7. Perché cambiamo opinione per piacere agli altri?
 
 Conclusioni
 
Bibliografia
 

Prefazione
   
Il movimento educativo Philosopy for Children nato negli anni Settanta ad opera di Matthew Lipman rappresenta tutt'oggi sul piano piano pedagogico un valido metodo ed un'esperienza formativa che sollecita nel bambino, ma anche negli adolescenti e negli adulti con i quali viene impiegato con pari efficacia, l'esercizio del pensiero critico e creativo.
Attraverso questo metodo la riflessione e il ragionamento filosofico diventano paradigma di formazione, mentre le pratiche filosofiche utilizzate nell'attività didattica allo scopo di imparare a pensare filosoficamente, costituiscono una specifica modalità di indagine conoscitiva applicabile in vari campi dell'esperienza umana.
 Pensare filosoficamente è di fatto un'attività complessa che implica il vedere, ricordare, immaginare, credere, valutare, volere, riflettere, ragionare: filosofare vuol dire problematizzare, quindi interrogarsi, ma anche concettualizzare, cioè definire e fare distinzioni; vuol dire anche argomentare, cioè fondare e decostruire razionalmente. La filosofia è intesa come pratica discorsiva condivisa tra soggetti diversi, per cui questo metodo educativo tende anche a favorire lo sviluppo di una forma adeguata di comunicazione. Il pensare, difatti, trova la sua espressione proprio nell'oralità e nel dialogo con tutti i suoi caratteri di incertezza, flessibilità ed anche di conflittualità che emerge nella dialettica del confronto.
La Philosopy for Children può essere una pratica efficace per contrastare l'utilizzo acritico dei nuovi mezzi di comunicazione, dei new media e social network, che tendono a condizionare e omologare la condotta e il pensiero.
Tutti i soggetti giovani, bambini e adolescenti, che costituiscono la fascia di popolazione più influenzabile e dunque più fragile, sono esposti al rischio che la comunicazione violenta sui social diventi una modalità deviata per esprimere il proprio disagio in uno spazio virtuale in cui i ragazzi non sono consapevoli degli effetti dei propri messaggi aggressivi e del "linguaggio di odio" (hate speech).
Un'etica della comunicazione, verso cui gli intenti educativi dovrebbero sempre più orientarsi, richiede un'etica della discussione la cui caratteristica è il decentramento, cioè la capacità di tenere conto del punto di vista di tutti gli interessati, di non forzare la discussione in una determinata direzione, di dare spazio ad un ampio scambio di argomentazioni per individuare poi, conformemente ai punti di vista, uno standard che consenta a tutti di condividere una determinata scelta o punto di vista. In questo senso la Philosopy for Children che ha individuato nella filosofia - nel pensare filosoficamente - una modalità che rifugge la conformità, che non accetta punti di chiusura, i non-luoghi del pensiero, risponde anche ai fini di un'educazione etico-morale.
Il volume,  di Maria Rosa Tomasello prende corpo dopo che l'autrice ha percorso sul piano professionale strade diversificate e significative per la propria formazione, un'esperienza molto articolata e ricca sul piano educativo, attraverso cui ha acquisito conoscenza ed esperienza, (diremmo, una co-costruzione di conoscenza che si delinea e accresce  nel rapporto docente-allievo nella pratica educativa), affinando in tal modo la sua sensibilità di educatrice e pedagogista.
La conoscenza e la prassi nella didattica della filosofia, disciplina di riferimento presso un Liceo delle scienze umane dove è stata docente per lungo tempo, l'hanno condotta a ricercare e approfondire, il metodo educativo della Philosopy for Children, attraverso un iter analogo a quello del suo stesso fondatore, docente di Logica, per applicarlo nel contesto della scuola primaria, conducendo per mano i bambini nel muovere i primi passi verso il ragionamento logico, razionale, laddove a dare contenuto alla ragionevolezza sono il dialogo, la tolleranza, il rispetto, la libertà, la critica, l'autonomia, la razionalità e il giudizio.
La lettura del volume si snoda piacevolmente tra una trattazione teorica con riferimenti ai concetti-cardine della storia della filosofia e con l'esposizione delle categorie metodologiche utilizzate dalla Philosopy for Children e una parte operativa-esperienziale che traduce nella pratica dialogica l'applicazione dei principi e del metodo nell'ambito della scuola primaria. 
L'autrice, nell'esprimere i propri intenti, dichiara di aver strutturato le proprie riflessioni in modo tale da renderle accessibili a tutti nella volontà di raggiungere anche coloro che, pur non essendo esperti di processi formativi e di linguaggi filosofici, possono cogliere e apprezzare la valenza formativa ed educativa di questa proposta.
 
Paola D'Ignazi