Biodiversity Day 2026 - Lecture Outdoor di Ecopsicologia e Filosofia presso l'Orto Botanico dell'Università di Urbino Carlo Bo a cura di Daria Di Fiore

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Società Filosofica Italiana

Biodiversity Day 2026 - Lecture Outdoor di Ecopsicologia e Filosofia presso l'Orto Botanico dell'Università di Urbino Carlo Bo
A cura di Daria Di Fiore - Professionista della Salute Mentale, Ricercatrice indipendente Istruttrice di Forest Bathing & Forest Therapy
Nella foto Daria Di Fiore insieme al Prefetto dell'Orto Botanico, Prof. Andrea Pompa.
Evento in collaborazione con Raffaella Santi, Presidente SFI Urbino

In occasione della Giornata Internazionale della Biodiversità 2026, l'Orto Botanico di Urbino dell'Università Carlo Bo ha ospitato una Lecture outdoor volta ad esplorare la tematica attraverso una prospettiva interdisciplinare per affrontarne l'urgenza nell'attualità.
La salvaguardia degli habitat densi in biodiversità come l'Orto Botanico di Urbino non è solo un obiettivo ecologico ma diventa motivo di riflessione e azione ecopsicologica. La varietà biologica come sistema di fitte relazioni tra varie specie a livello micro e macro, riflette una complessità relazionale tra organismo-ambiente. Una visione sistemica che nel contemporaneo ha influenzato tutte scienze, dalla fisica alla psicologia.
La tutela della biodiversità e la tutela della salute umana sono interdipendenti e suggeriscono una rete di scambi tra specie. Dagli ambiti di ricerca più contemporanei e interdisciplinari quali l'ecopsicologia (R. Greenway, 1989) (T. Roszak, 1992) e la medicina forestale (T.Akiyama, 1982)(Q. Li , 2005) in particolar modo tra mondo vegetale e umano. Se nello studio dei viventi si assume una visione sistemica, il focus di ricerca si sposta dall'oggetto ai processi, a quella rete in cui, sostiene Fritjof Capra in The Web of Life (1996): se viene tirato un filo, vibra tutto il sistema. Provando ad osservare la Natura che ci circonda, quante relazioni riusciamo ad individuare? Comeci suggerisce più direttamente Craig Holdrege (2000): "Where Do Organisms End?" Nel postmoderno, lo sviluppo di una <<coscienza sistemica>> come intento progettuale così proposto dall'ecopsicologia, si fa strada dalla consapevolezza di quella relazione o affiliazione originaria col selvatico oggi nota nei termini di biofilia (O.Wilson, 1984). Da testimone passivo di questa inter-relazione, l'essere umano diventa co-partecipe. L'ambiente naturale da oggetto di studio diventa luogo vivo di esperienza, di interconnessione psiche-corpo-ambiente a partire da quella dimensione sensoriale che ha permesso l'evoluzione fin qui prediligendo proprio gli habitat ricchi in biodiversità.