Sezione di Foggia - Convegno: Il voler pensare diviene una minaccia per la dittatura dell'opinione pubblica Martin Heidegger e Hannah Arendt

Societŕ Filosofica Italiana

L'incontro sul tema si terrà il 25 novembre dalle 9.30 alle 13.00
presso la Sala Fedora del Teatro Giordano di Foggia
 

  
La Società Filosofica Italiana organizza il 25 novembre presso la Sala Fedora del nostro amatissimo e generoso Teatro Giordano il convegno: "Il voler pensare diviene una minaccia per la dittatura dell'opinione pubblica. Martin Heidegger e Hannah Arendt".
L'appuntamento autunnale della SFI, realizzato nella sua splendida cornice grazie all'intervento dell'Assessorato alla Cultura della città di Foggia, segue quello del 5 maggio scorso e si arricchisce portando nuova linfa al dibattito filosofico cittadino.
Lo spessore scientifico, affidato al Professor Francesco Alfieri, della Pontificia Università Lateranense (da molti conosciuto per aver strappato Heidegger dalle maglie di chi lo voleva inscrivere come pensatore antisemita), e al Professor Domenico Di Iasio, dell'Università degli Studi di Foggia e presidente della Società Filosofica di Foggia, fonda le proprie mosse teoretiche sulle figure di Martin Heidegger e Hannah Arendt. Partire dal contenuto dei pensatori citati si rivela essenziale posizione per interpretare la manipolazione culturale e politica che investe l'uomo contemporaneo; un percorso di riflessione è, quindi, finalizzato a voler capire i meccanismi che stanno producendo uno sradicamento sistematico del pensare. L'opinione pubblica, aspetto centrale della dimensione semantica comune, diviene prepotente quando contrasta lo svolgimento della ricerca di una verità interpretativa. Martin Heidegger, pensatore tra i più importanti del '900, paga proprio nella sua interpretazione e ricezione, quindi, il peso di una fallacia ermeneutica e la stessa sorte ricade anche su Hannah Arendt. Il sano apporto critico nel voler comprendere i rischi che portano ad una "dittatura" dell'opinione pubblica è utile per comprendere cosa significhi abitare il mondo in "prima persona" e la conseguente responsabilità di denunciare le logiche del consenso con le quali ci si serve come garanzia di una "condivisibilità", il più delle volte illeggittima e ingannatoria.
Il progetto, scritto e promosso da Giuseppe Marrone (bioeticista e socio della sezione Sfi di Foggia) moderatore, è pensato per una divulgazione scientifica a giovani e alle giovani della città di Foggia. Lo scopo è di stimolare la sana auto-poiesi critica in relazione al mondo dei significati che ci circondano. Riscoprire questo aspetto ermeneutico dell'esistenza ci permette di essere maggiormente attori consapevoli nella storia della vita, ognuno secondo le proprie narrazioni.
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