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S.F.I. - SocietÓ Filosofica Italiana
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Comunicati stampa
30/09/2011
Riflessioni sulla riforma del regolamento delle classi di concorso (A036 e A037)

Il processo di revisione del regolamento delle classi di concorso rappresenta una delle fasi più delicate dell’attuale riforma, perché influirà in modo diretto sul destino di quanti nella scuola lavorano da tempo oltre che sulle vite di coloro che intraprenderanno in futuro l’avventura dell’insegnamento.
L’obiettivo comune e condiviso non può che essere, dunque, quello di garantire la qualità della didattica, nel rispetto dei diritti dei docenti indicati nella normativa vigente, la quale evidentemente non potrà essere all’improvviso stravolta.
Nell’inevitabile collisione di interessi opposti è facile correre il rischio di perdere la bussola, lasciandosi trascinare da paure e desideri umanamente comprensibili ma di parte. Ciò è più volte accaduto, ad esempio nel recente dibattito sull’insegnamento di Filosofia, conteso tra le classi di concorso A036 ed A037. In entrambi i fronti c’è stato chi, forzando la mano, ha cercato di cogliere l’occasione per ottenere più di quanto effettivamente gli spettasse.
Eppure una via per uscire dal pantano e rispettare secondo giustizia le competenze e i diritti di ciascuno sicuramente esiste. A questa dovremmo cercare di guardare tutti, in un sereno confronto razionale. Ci limiteremo allora a citare alcuni dati di fatto, che crediamo possano fornire utili spunti di riflessione per iniziare a tracciare questo difficile ma necessario percorso.

 

LA NORMATIVA: IL DM 39/98

Iniziamo dall’esame della normativa che definisce le pertinenze specifiche delle due classi di concorso, ossia il DM 39/98 ed in particolare l’allegato A, che può facilmente essere reperito in internet (http://www.edscuola.it/archivio/norme/de...).
Qui l’insegnamento di Filosofia è affidato alla A036 negli “Istituti magistrali” (come l’IM Giordano Bruno di Roma o l’IM Carlo Tenca di Milano), mentre allaA037 nei “Licei” (come il Liceo Classico Parini di Milano o il Liceo Scientifico Newton di Roma). In entrambi i casi, il riferimento espresso nell’allegato non è a specifici indirizzi di studio, bensì al tipo di istituto, il quale poi, di volta in volta, può contenere uno o più indirizzi.
Un panorama completo e puntuale della situazione presente oggi in ogni istituto è offerto dall’Anagrafe scolastica del MIUR (http://archivio.pubblica.istruzione.it/a...).

In generale, comunque, gli indirizzi di studio attivati negli istituti magistrali, dove filosofia è da anni affidata alla A036, sono:

  • liceo socio-psico-pedagogico, liceo pedagogico, liceo delle scienze sociali ed indirizzi magistrali affini (divenuti ora liceo delle scienze umane ed opzione economico-sociale)
  • liceo linguistico
  • liceo scientifico sperimentale, in particolare scientifico-tecnologico (divenuto ora opzione delle scienze applicate)

A questi si aggiungono indirizzi artistici e rare sezioni di liceo musicale e classico sperimentale.

Gli indirizzi di studio attivati invece negli istituti liceali, in cui filosofia è da tempo pertinenza della A037, sono:

  • liceo classico
  • liceo scientifico
  • liceo scientifico-tecnologico (ora opzione scienze applicate)
  • liceo linguistico
  • liceo socio-psico-pedagogico, liceo pedagogico, liceo delle scienze sociali ed altri indirizzi magistrali (ora liceo delle scienze umane ed opzione economico-sociale)

A questi vanno inoltre aggiunte le sezioni musicali ed artistiche nonché i veri e propri licei artistici, nei quali, grazie alle sperimentazioni, era stato inserito l’insegnamento di filosofia (precedentemente previsto solo nell’anno integrativo), ora confermato dal piano di studi della Riforma Gelmini.

Il passaggio al nuovo regolamento si rivela particolarmente problematico perché, nel definire la geografia delle classi di concorso, non si farà più riferimento, come è avvenuto sinora, alla tipologia di istituto, bensì direttamente all’indirizzo di studio. Ma quasi la totalità degli indirizzi liceali, fatta eccezione per classico e scientifico, non è mai stata competenza esclusiva di una sola classe di concorso. La traduzione da un sistema all’altro non è quindi semplice e si presta facilmente ad essere manipolata in funzione degli interessi degli uni o degli altri.
Una cosa però è sicura: a meno che non si intenda modificare le regole del gioco a partita in corso e rovesciare il valore dei titoli già conseguiti, dovrà essere consentito sia ai docenti della A036 che a quelli della A037, siano essi già in ruolo oppure a tempo determinato, di continuare anche in futuro ad insegnare negli indirizzi a cui la loro abilitazione ha sempre dato accesso, rispettando le confluenze definite nell’allegato I del DPR 15 marzo 2010.
Qualsiasi ipotesi differente, oltre a generare esuberi all’interno di molti istituti disperdendo personale qualificato, sarebbe chiaramente lesiva dei diritti degli uni o degli altri.
Su questo la normativa è chiarissima.

 

TUTTA COLPA DELLE SPERIMENTAZIONI?

Si sente però molto spesso ripetere che la situazione attuale rappresenterebbe un’anomalia, causata dallo sviluppo incontrollato di sperimentazioni che, annacquando la distinzione tra A036 ed A037, avrebbero stravolto il senso originario della norma. La presenza della A036 in indirizzi come il liceo linguistico, lo scientifico-tecnologico o anche il liceo socio-psico-pedagogico costituirebbe allora, secondo questa tesi, un vero e proprio abuso, contro il quale sarebbe necessario ristabilire quanto prima l’ordine della legge.
Questa descrizione della realtà non considera tuttavia un dato fondamentale: il DM 39/98 non è precedente allo sviluppo delle sperimentazioni, ma decisamente posteriore e si riferisce agli istituti, non agli indirizzi di studio.
L’ondata più consistente di sperimentazioni ad alta diffusione nazionale ha origine nel 1992, con l’introduzione nelle scuole superiori dei Piani di studio elaborati dalla Commissione Brocca (http://www.edscuola.it/archivio/norme/pr...); ed esistono numerose sperimentazioni anche più datate, benché di minor successo ed estensione.
Il DM 39/98 è stato emanato, quindi, dopo e non prima dello sviluppo delle sperimentazioni ed il suo obiettivo era esattamente quello di normare, negli indirizzi sperimentali così come in quelli tradizionali, l’utilizzo delle diverse classi di concorso.
Inoltre, chi si appella alla presunta illegittimità delle sperimentazioni e alla confusione che esse avrebbero provocato a vantaggio della A036, dimentica spesso di precisare un ulteriore elemento chiave: se è vero che la A036 è stata inserita in alcuni indirizzi liceali (come il linguistico o lo scientifico-tecnologico) solo grazie alle sperimentazioni, la medesima cosa è accaduta alla A037.
Senza sperimentazioni, semplicemente, questi corsi di studio non sarebbero mai esistiti, né per gli uni né per gli altri.
La normativa è quindi, ancora una volta, molto chiara.

 

I TITOLI E LE COMPETENZE

C’è chi propone, tuttavia, di gettare alle ortiche la normativa, in nome della presunta superiorità culturale di una classe di concorso rispetto all’altra. L’argomentazione si sposta quindi dal piano oggettivo del diritto a quello molto più scivoloso ed incerto della didattica. Ma il rischio reale è che, dietro questa apparente preoccupazione per la qualità dell’insegnamento, si celino interessi umani, troppo umani.
Infatti, a meno che non si voglia fare affidamento sul termometro soggettivo delle impressioni e delle opinioni personali, non è possibile indicare differenze di rilievo tra A036 ed A037 rispetto ai titoli culturali o alla preparazione in Filosofia.
In entrambe le classi di concorso sono presenti laureati in filosofia, così come laureati provenienti da altri corsi di laurea. Il numero minimo di esami di filosofia (CFU) che consente ad un laureato in scienze dell’educazione di accedere alle due classi di concorso è identico (DM 39/98 e DM 22/05), così come identici sono sempre stati la prova di filosofia del concorso ordinario(A.D. 7, DM 354/98), quella di ammissione alla SSIS nonché tutti gli esami filosofici del biennio di specializzazione all’insegnamento.
Non esistono dunque elementi oggettivi che consentano di definire una gerarchia di valore tra le due classi di concorso e di stravolgere, in funzione di questa gerarchia, la normativa vigente.

 

VERSO QUALE SOLUZIONE?

Individuare una via d’uscita, soprattutto se si vuole che sia giusta e rispettosa dei diritti di tutti, non è affatto semplice. Molte delle proposte ventilate in questi mesi sembrano infatti andare in tutt’altra direzione, mirando soprattutto alla difesa di interessi particolari. Se ci atteniamo, però, ai fatti e alle norme è possibile individuare alcuni punti fermi.

  1. Evidentemente non sarebbe né giusto né corretto, come vorrebbero alcuni docenti della A036 e come in parte era previsto nella prima bozza di regolamento discussa nel 2009 dal CdM, sottrarre alla A037 l’opzione scienze applicate, il liceo linguistico, il liceo delle scienze umane o il liceo artistico. Significherebbe non riconoscere ciò che la normativa vigente e la realtà attuale dicono in modo chiaro e lampante: la A037 ha pieno diritto ad insegnare in tutti gli indirizzi liceali, nessuno escluso.
  2. Allo stesso modo non sarebbe né giusto né corretto, come vorrebbero alcuni colleghi della A037, sottrarre improvvisamente alla A036 indirizzi di studio a cui ha sempre avuto accesso, come il liceo delle scienze umane, il linguistico o le scienze applicate. Anche la A036 ha dirito ad insegnare in tutti gli indirizzi liceali in cui è sempre stata presente, con l'eccezione, ovviamente, di liceo classico e scientifico, da sempre competenza esclusiva della A037.
  3. L’opzione di un possibile accorpamento appare fortemente critica, sia per il rischio ad essa legato di una riduzione della qualità della didattica sia per la possibile penalizzazione dei docenti a tempo determinato dell’una o dell’altra classe di concorso, a seconda della provincia.
  4. Infine, una riflessione supplementare dovrà essere sicuramente rivolta all’opzione scienze applicate, che è divenuta in questi anni, soprattutto per l’elevato numero di iscritti, non soltanto la mera prosecuzione del vecchio indirizzo scientifico-tecnologico, quanto piuttosto una vera e propria alternativa allo scientifico tradizionale. Appare quindi opportuno che la soluzione adottata garantisca un’adeguata tutela della presenza della A037 all’interno di questo indirizzo.

A partire da qui è forse possibile sviluppare una proposta che sia giusta e condivisa, per la quale sarà necessario il contributo di tutti.

 

Direttivo AISUM

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